C’è del buono

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena

si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo

c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona

Cruna di luce

come quel file danneggiato che non
si riesce a eliminare: diciamo un po’ simile
lo stato d’ animo di chi non si sente
realizzato ed è la sua anima
un buco nell’immenso

ti sarà capitato un file corrotto:
ti sta sui cosiddetti ed è come
la vita che gira in tondo -i suoi
ingranaggi che non combinano

-ma dopotutto un file
è un file -dici

quel suo bel titolo cruna di luce
“chiave” non ha e nemmeno
il cammello ci può passare

Poesia di Valerio Magrelli

Parlano

Ma perché sempre dietro la mia parete?
Sempre dietro, le voci, sempre
quando scende la notte iniziano
a parlare, latrano o addirittura credono
che sussurrare sia meglio. Mentre mi sento
questo filo d’aria
fredda delle loro parole
che mi gela, che mi lega
e mi tormenta nel sonno.
Sempre dietro la mia parete.
Ai confini del circolo polare
una coppia piangeva nella mia stanza
oltre un muro, piangeva,
luminoso, bianco come un tamburo,
e io stavo lì dietro,
facevo da cassa armonica
per la loro storia. Fino a che, a casa mia,
hanno rifatto il tetto, le tubature,
la facciata e notte dopo notte
battevano dovunque, sopra, sotto, e battevano
sempre, chiacchierando
tra loro solo quando dormivo,
solo perché dormivo,
solo perché facevo da cassa armonica
alle loro storie.

Cosa dice il cuore

fu il caso o il destino
a farli incontrare
all’uscita del discount sotto l’ombrello

lei la sua verve
lui il suo magnetismo
prima che se ne avvedessero
erano finiti a letto

quanto durò la storia se storia fu?
dalla sera alla mattina – un lampo

cosa dice il cuore
dove ti porta non lo sai spiegare