Dal suo sangue si leva alto

(ad Aung San Suu Kyi)

non violentate più la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto alla
compassione

non schernite più la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido di fierezza
all’ unisono con l’ oppresso popolo

[Sul finire degli anni ‘80, Aung San Suu Kyi fonda la Lega Nazionale della Democrazia. Il regime birmano la condanna agli arresti domiciliari per 5 anni, poi per altri 15, e infine a 3 anni di lavori forzati, prima di essere liberata definitivamente. Viene insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1991.]

DA “MAPPA DEL NUOVO MONDO” DI DEREK WALCOTT

Vivo sull’acqua,
solo. Senza moglie né figli.
Ho circumnavigato ogni possibilità
per arrivare a questo:
una piccola casa su acqua grigia,
con le finestre sempre spalancate
al mare stantio. Certe cose non le scegliamo noi,
ma siamo quello che abbiamo fatto.
Soffriamo, gli anni passano, lasciamo
tante cose per via, fuorché il bisogno
di fardelli. L’amore è una pietra
che si è posata sul fondo del mare
sotto acqua grigia. Ora, non chiedo nulla
alla poesia, se non vero sentire:
non pietà, non fama, non sollievo. Tacita sposa,
noi possiamo sederci a guardare acqua grigia,
e in una vita che trabocca
di mediocrità e rifiuti
vivere come rocce.
Scorderò di sentire,
scorderò il mio dono. E’ più grande e duro,
questo, di ciò che là passa per vita.

*

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

*

STELLA

Se, alla luce delle cose tu scolori
vera, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta la notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l’alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi attraverso il caos
con la passione del
semplice giorno.

(da Mappa del nuovo mondo, Adelphi 2013) Derek Walcott -premio Nobel 1992-
ci ha lasciati il 17. 3. 17 a 87 anni.

Da un imperscrutabile sentire

ti attraversano come una luce sottile:
sono sempre con te i tuoi morti
mai andati svaniti -ci crederai?-

saldano le tue radici
“vivendo” con te ancora: ubiqui e
onnipresenti

da un imperscrutabile sentire
puoi percepirne al tuo fianco la presenza

sono essi a suggerirti in un soffio
semmai ti giunga
una ispirazione

sostano dentro gli specchi

si fanno tuoi consiglieri
quando non sai deciderti
sul colore di un maglione da indossare

allucinate presenze
ti accompagnano in quel mondo parallelo
ch’è la regione del sogno

C’è del buono

sempre ci si trova
a scalzare la morte
noi umani o la foglia la rosa
damascena

si riveste ad ogni ciclo
la natura – ingiallito
grida il cespuglio il verde nuovo

c’è del buono che ci salva: trovi
allo sportello
chi un sorriso ancora dona